Proposta di un partito marketing oriented


 

“Proposta di un partito marketing oriented”
di Andrea Coscia

€8.50

… è la mia Tesi di Laurea, un progetto sicuramente non standard, che mi ha richiesto una quantità notevole di tempo ed impegno, ma che mi ha dato soddisfazioni importanti nell’evoluzione stessa del lavoro, …

Introduzione.

Nell’affrontare un argomento tanto affascinante quanto impegnativo è necessario fare subito un distinguo che permetta poi di intenderci.

Il marketing politico non è da confondere con la comunicazione politica. La comunicazione politica esiste da sempre poiché la politica aveva, ha e avrà bisogno della comunicazione. Fare Marketing in politica significa usare una metodologia, una pianificazione e quindi proporsi con una “forma mentis” che ha dato risultati ottimi in ogni campo in cui è stata applicata.

Fare Marketing significa sì orientare la comunicazione, ma non vuol dire ridursi solo ad essa. È da ricordare che tra i primi settori non commerciali che adottarono tecniche e concetti di marketing vi è certamente quello politico. Secondo David Quintric e Schroeder sono state le elezioni presidenziali americane del 1952 a segnare l’inizio del marketing politico, con l’intervento dell’agente pubblicitario Ted Bates nella pianificazione della strategia della campagna elettorale del candidato Eisenhower, mentre John F. Kennedy fu il primo, nel 1960, a fare ricorso ad una sofisticata analisi socio politica dell’opinione pubblica e dell’elettorato . Il primo caso di marketing e pubblicità nella politica europea è invece datato 1981 con l’accoppiata Mitterand-Sèguèla.

In Italia sembra si faccia soltanto della comunicazione pubblicitaria a favore di partiti e candidati e, per di più, limitatamente al periodo elettorale. Il che rende quanto meno opinabile parlare di “marketing politico o della politica”.

Che cosa è il marketing.

Per marketing solitamente si intende quella tecnica usata dalle imprese per aumentare le vendite, o quantomeno per ottenere un miglior posizionamento sul mercato. Non è questa una tesi che mi sento di condividere, poiché in base alle mie esperienze credo di poter affermare che il marketing sia tutt’altra cosa, o meglio possa essere concepito in altro modo.

Intendere il marketing come una metodologia di lavoro e un atteggiamento culturale che si può applicare alla gestione d’impresa come alla gestione di ogni e qualsiasi altra forma di scambio e transazione non mi sembra un paradosso. Per argomentare ciò dovrò dimostrare come la metodologia del marketing venga applicata, volontariamente o involontariamente, ogni qual volta avviene uno scambio tra due o più persone.

Partiamo dal presupposto che tutti gli individui, anzi tutti gli esseri viventi, hanno dei bisogni. La ben nota piramide di Abraham Maslow è un punto fermo per la definizione e la priorità dei bisogni. Egli suddivise i bisogni in cinque categorie:

1. Bisogni primari.
2. Bisogni relativi alla sicurezza.
3. Bisogni di socializzazione.
4. Bisogni di affermazione.
5. Bisogno di autorealizzazione.

In questa suddivisione è necessario tener conto che ogni individuo tende a soddisfare il bisogno di livello superiore solamente quando ha soddisfatto quello di livello inferiore. La soddisfazione è del tutto soggettiva ed individuale.

È in questo contesto che è necessario specificare la differenza tra bisogno e motivazione che apparentemente possono sembrare sinonimi, ma che in realtà rappresentano due situazioni differenti dell’individuo.

Il bisogno è uno stato di insoddisfazione, la motivazione è invece ciò che spinge tutti noi a soddisfare un determinato bisogno che in quel dato momento è primario.

La motivazione è la ragione per cui ci si comporta in un determinato modo, la spiegazione di un determinato status creato da determinati bisogni. Se non ci fosse differenza tra bisogni e motivazioni tutti gli individui di una stessa società compierebbero le stesse azioni, allo stesso modo, nello stesso tempo. Questo invece non accade. Generalmente i bisogni sono più dipendenti dalla natura umana, mentre le motivazioni più dal contesto sociale e culturale.

Ogni qualvolta un individuo tende a soddisfare un bisogno deve effettuare uno scambio con un altro individuo, – anche con se stesso – perché otterrà qualcosa per qualcos’altro. Potremmo fare tantissimi esempi, ma per dimostrare quanto sopra è d’uopo analizzare il significato della parola “scelta”.

Quando una persona fa una scelta, obbligatoriamente paga un prezzo, rinunciando a qualcosa o dando qualcosa in cambio per qualcosa che vada a soddisfare il bisogno in quel momento primario. Per soddisfare un bisogno si deve scegliere il prodotto che dia una migliore resa, ovvero che soddisfi al meglio il bisogno, in rapporto al prezzo che dovrà essere pagato . Chi fa una scelta volontariamente od involontariamente attua una operazione di marketing optando per la decisione migliore e più soddisfacente. Chi fa una scelta sta valutando la convenienza di uno scambio. Quando ognuno di noi si trova in queste condizioni effettua un’attenta analisi di mercato e studia il comportamento dell’interlocutore (o degli interlocutori), elabora una serie di proprie argomentazioni di vendita e il modo più corretto ed efficace per comunicarle. Mi si potrebbe obiettare che attua delle argomentazioni di vendita solo chi vende qualcosa a qualcuno, ma a questo rispondo con un semplice sillogismo.

Tutti gli uomini nello svolgimento delle loro attività vendono, ovvero mettono a disposizione qualcosa per qualcuno. Paradossalmente, anche l’eremita vende qualcosa a qualcuno: molto probabilmente gli capiterà qualche volta nella vita di doversi convincere del proprio stato, quindi di vendere a se stesso le motivazioni del suo agire.

*Il professionista trasmette la sua preparazione e competenza specifica.
*Il politico le sue convinzioni ideologiche.
*L’artista la sua creatività.
*L’imprenditore la sue capacità di iniziativa, di organizzazione e di decisione.
*L’impiegato la sua disponibilità esecutiva.
*L’amico la sua voglia di star insieme.
*L’amante il suo amore.
*…

Scambiare significa quindi mettere a disposizione di altri parte delle proprie capacità, o delle proprie proprietà; significa comprendere e far comprendere al fine di risolvere dei problemi di altre persone, ma tutto ciò non gratuitamente, perché ogni individuo scambia per ottenere qualcosa – quindi riceve. Tale concetto non è diverso dal concetto di vendere, anzi molto più allargato. Nel vendere, nel senso stretto del termine, si dà qualcosa per una contropartita in denaro, mentre nello scambio la contro partita non è sempre materialmente definibile, ma ha sicuramente un valore per chi la riceve e per chi la offre. Affermare quindi che il marketing si attua in tutti i rapporti di scambio è possibile.

L’atto dello scambio è dare qualcosa per ricevere qualcos’altro: ciò che si riceve è ciò che l’individuo ha trovato per soddisfare il suo bisogno e ciò che si dà è ciò che si è disposti a pagare per soddisfare tale bisogno. Come si può notare in questa affermazione vale la regola transitiva, ovvero è sempre valida anche invertendo i soggetti interessati allo scambio. Tutto quanto sopra espresso, significa attuare le tecniche di marketing e quindi si può affermare che il concetto di marketing non è limitato dal tipo di scambio , ma il marketing governa ogni scambio.

Chiunque si trovi nella condizione di dover effettuare uno scambio analizzerà il mercato di riferimento per trovare il prodotto più vantaggioso possibile, cercherà di proporre il proprio prodotto a chi lo apprezzerà nel miglior modo, quindi a chi effettuerà una valutazione superiore. … Tutto ciò non è esattamente quello che fa una qualsiasi azienda orientata al mercato? Cambieranno le argomentazioni, la natura dei prodotti, la merce di scambio, ma non il modo di porsi in uno scambio. Quando si attua allora uno scambio? Quando un individuo è portatore di un bisogno che per essere soddisfatto richieda qualcosa in possesso di altri individui si adopera affinché riesca ad entrarne in possesso.

Come ho cercato di dimostrare tutti noi nel momento in cui dobbiamo governare uno scambio attuiamo le tecniche di marketing, chi in modo cosciente chi in modo inconscio. É ovvio che per effettuare un’analisi della possibilità del marketing in politica prenderemo in esame il marketing applicato con rigore e con metodologia.

sei interessato ad approfondire? contattami, …



“Proposta di un partito marketing oriented”
di Andrea Coscia

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