Perche’ essere presenti sul web!

19 07 2010

Negli ultimi anni, mentre con la crisi finanziaria molti importanti indici della situazione economica e sociale peggiorano gravemente, diverse ricerche rilevano come il WEB continua a crescere in tutto il mondo, anche in Italia.
Aumentano gli utenti (arrivati a circa 23 milioni) ed aumentano le loro operazioni in rete. Secondo i dati raccolti dall’ultimo rapporto Audiweb, condotto fra un campione di persone di età compresa tra i 2 e i 74 anni, emerge che la crescita di navigatori abituali è del 13% in più rispetto all’anno passato.
Inoltre, la divisione ricerca e sviluppo di Sems dal 2004 effettua un accurato monitoraggio su come gli Italiani utilizzino i motori di ricerca e, in particolare, sull’influenza che le informazioni trovate attraverso i motori hanno nei processi di decisione e d’acquisto.
L’ultimo sondaggio, che nelle scorse edizioni ha avuto una vasta eco (ne hanno scritto, tra gli altri, anche Il Sole 24 Ore, Repubblica – Affari e Finanza, Panorama), è stato realizzato a maggio 2009 da OTO Research su un panel rappresentativo dell’universo degli utenti Internet che sono residenti in Italia e che leggono e scrivono in italiano. I rispondenti sono stati 2.000.

Tra i dati rilevanti emersi dall’edizione 2009 della ricerca:

· la quasi totalità degli italiani online utilizza almeno un motore di ricerca; lo 89% li usa su base quotidiana

· il 93% degli italiani online ritiene i motori di ricerca lo strumento più efficace per cercare informazioni, prodotti e servizi;

· l’87% degli italiani online utilizza i motori di ricerca per trovare informazioni decisive per un acquisto;

l’88% di questi, una o più volte, ha deciso l’acquisto di un prodotto o di un servizio basandosi sulle informazioni ottenute attraverso i motori di ricerca.

In un panorama come questo, essere nel Web e comunicare attraverso quest’ultimo è una condizione imprescindibile per qualsiasi realtà imprenditoriale che voglia farsi conoscere e fare business.

Le caratteristiche del mezzo impongono un totale stravolgimento dell’approccio di marketing che non è più push, di massa e indifferenziato, bensì attrattivo, personalizzato (targettizzato): si parla, appunto, di web marketing.

Un sito web professionale è il primo requisito. Sono le informazioni, i contenuti e i servizi offerti dal sito Web ad attirare il cliente verso l’azienda. D’altra parte è l’utente Internet a decidere quali siti visitare in base ai contenuti ai quali è interessato e quali sono le modalità e i tempi per la fruizione delle informazioni.

Ma il sito non basta: bisogna aggiornarlo, curarne i particolari e, soprattutto, promuoverlo: affinché possa essere trovato nei risultati sui motori di ricerca e raggiungere così milioni di potenziali nuovi clienti.

Nonostante se ne parli tanto, ancora molte aziende non utilizzano tutte le potenzialità del Web: Un nuovo modo di comunicare e fare business in Italia e nel Mondo che richiede investimenti contenuti ma RISULTATI INEGUAGLIABILI!





Think global, act local

14 07 2010

Il concetto di glocalizzazione sposa una dinamica di marketing delle multinazionali accusate spesso di appiattire le differenze di tipo culturale dei prodotti. Attraverso la glocalizzazione le multinazionali focalizzano la presentazione e sponsorizzazione del prodotto sulla sua stereotipata appartenenza culturale.

“Think global, act local”, sintesi tra il pensiero globale, che tiene conto delle dinamiche planetarie di interrelazione tra i popoli, le loro culture ed i loro mercati e l’agire locale, che tiene conto delle peculiarità e delle particolarità storiche dell’ambito in cui si vuole operare.

Spogliata delle accezioni riguardanti l’imperialismo culturale e lo sfruttamento globale da parte di poche multinazionali, la glocalizzazione tenta un ragionato tentativo di preservare le singole identità all’interno di un sistema complesso, senza ledere l’individualità ed il diritto ad esistere delle altre identità all’interno di tale sistema.

Più precisamente, nel comparto della commercializzazione e del marketing, “glocalizzazione” vuole significare rispetto del prodotto locale e delle sue caratteristiche nel momento che si affronta il mercato globale, nonché rispetto di esigenze locali da parte del prodotto globale; nel primo caso la glocalizzazione porta inevitabilmente a nicchie di mercato ubicate nel mercato globale, nel secondo a mercati locali che i prodotti globali non potrebbero raggiungere senza adeguamenti.

La glocalization è in genere associata a un modello di business che mira alla fidelizzazione del cliente. Il prodotto è inteso in senso lato, comprendento i servizi di assistenza e manutenzione post-vendita: questi contratti garantiscono un guadagno duraturo al produttore e talvolta costituiscono la parte più remunerativa.





eXpoumbria

8 07 2010

Glocalizzazione o glocalismo è un termine introdotto dal sociologo Zygmunt Bauman (di origini ebreo-polacche, ma vissuto in Inghilterra) per adeguare il panorama della globalizzazione alle realtà locali, così da studiarne meglio le loro relazioni con gli ambienti internazionali.

La creazione o distribuzione di prodotti e servizi ideati per un mercato globale o internazionale, ma modificati in base alle leggi o alla cultura locale.
L’uso di tecnologie di comunicazione elettronica, come internet, per fornire servizi locali su base globale o internazionale.
La creazione di strutture organizzative locali, che operano su culture e bisogni locali, al fine di diventare multinazionali o globali.
Per questo che abbiamo ideato eXpoumbria (eXpoumbria








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